Sapere quando scade un Contratto D’Affitto e quali passi seguire è fondamentale sia per il proprietario che per l’inquilino. Ogni tipologia di contratto ha regole e tempistiche specifiche che è importante rispettare per evitare problemi legali e fiscali.
In questo articolo, ti spieghiamo tutto ciò che c’è da sapere sulla scadenza dei contratti di affitto e gli adempimenti necessari per gestire la situazione senza sorprese.
In Italia, esistono diverse tipologie di Contratti di Locazione (scopri di più qui), ma i più comuni sono i Contratti 4+4 e 3+2. Analizziamo cosa succede alla scadenza di ciascuno di questi contratti.
Contratti 4+4
Questo contratto prevede una durata iniziale di 4 anni, rinnovata automaticamente per altri 4 anni, salvo diversa comunicazione.
⚠️Attenzione: anche se il contratto prevede il rinnovo automatico, è necessario comunicarne la proroga all’Agenzia delle Entrate, altrimenti la locazione non continuerà.
Contratti 3+2
Questa tipologia è molto simile al contratto 4+4, ma con un periodo di locazione iniziale di 3 anni, rinnovato automaticamente per altri 2.
Anche in questo caso, la proroga deve essere comunicata all’Agenzia delle Entrate per mantenere la validità del contratto.
Contratti Transitori
I contratti transitori hanno una durata che varia da 1 a 18 mesi, e non si rinnovano automaticamente. Sono riservati esclusivamente a esigenze temporanee, come ad esempio per i lavoratori o studenti. Per essere validi, è necessario specificare nel contratto il motivo della transitorietà, altrimenti potrebbero non essere riconosciuti. Alla scadenza, le parti possono stipulare un nuovo contratto o concordare nuove condizioni. È possibile prorogare il contratto una sola volta, per un massimo di 18 mesi, ma solo se l’esigenza temporanea persiste.
Se il contratto prevede un rinnovo automatico, come nei contratti 4+4 o 3+2, è fondamentale comunicare la proroga all’Agenzia delle Entrate. Questa operazione serve non solo per regolarizzare il contratto, ma anche per permettere all’inquilino di continuare a usufruire di eventuali agevolazioni fiscali.
Inoltre, se il contratto è in cedolare secca, la comunicazione può essere effettuata gratuitamente e autonomamente tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate, utilizzando lo SPID.
Alla scadenza del contratto, sia il proprietario che l’inquilino hanno diverse opzioni:
Rinnovo del Contratto
Se entrambe le parti vogliono proseguire l’affitto, possono rinnovare il contratto alle stesse condizioni o stipularne uno nuovo con modifiche. Se si desidera cambiare alcune condizioni (come l’importo del canone), è necessario inviare una proposta di modifica almeno 6 mesi prima della scadenza. Se la proposta non riceve risposta entro 60 giorni, si considerano confermate le condizioni originali.
Disdetta del Contratto
Se una delle due parti vuole terminare il contratto, deve comunicarlo con almeno sei mesi di preavviso tramite raccomandata. In caso contrario, il contratto potrebbe rinnovarsi automaticamente.
Restituzione dell’Immobile
Alla fine del contratto, l’inquilino deve restituire l’immobile nelle condizioni originali (salvo normale usura). Il proprietario, dal canto suo, deve restituire il deposito cauzionale, salvo danni o morosità. Per evitare controversie, è fondamentale fare una valutazione accurata dell’immobile al momento della restituzione.
Disdetta da parte del Proprietario
Il proprietario può richiedere la disdetta del contratto solo alla fine del periodo iniziale (ad esempio, al termine dei primi 4 anni in un contratto 4+4). Deve comunicare la disdetta con almeno 6 mesi di preavviso, tramite raccomandata. Tuttavia, esistono dei casi straordinari in cui il proprietario può richiedere la disdetta anticipata, ad esempio se l’immobile deve essere utilizzato per uso personale, se viene venduto o se sono necessari lavori di manutenzione straordinaria che compromettano la sicurezza dello stabile.
Disdetta da parte dell’Inquilino
L’inquilino può disdire il contratto in qualsiasi momento, ma deve rispettare alcune regole:
– Tempistiche: la legge prevede 6 mesi di preavviso (salvo condizioni diverse specificate nel contratto).
– Modalità: la disdetta deve essere effettuata tramite posta raccomandata e deve contenere le motivazioni che giustificano la richiesta.
In caso di disdetta anticipata, l’inquilino dovrà pagare una tassa di circa 70 euro e continuare a pagare il canone fino alla scadenza del preavviso, salvo che l’immobile venga riaffittato.
Conoscere le scadenze del contratto di locazione è essenziale per evitare imprevisti. Proprietario e inquilino devono rispettare le tempistiche e gli obblighi di comunicazione per gestire correttamente la locazione e prevenire problematiche legali e fiscali.
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